Emanuele Vascotto: lo styling come arte di raccontare il presente
L’esperienza professionale del fashion stylist e designer director che partito dagli studi londinesi ha conquistato il panorama contemporaneo internazionale del settore moda
Ci sono storie che iniziano con un colpo di fulmine, e quella di Emanuele Vascotto con la moda ne è un esempio perfetto. Classe 1996, genovese di nascita ma londinese d’adozione, lo styling non è mai stato per lui un semplice dettaglio estetico, bensì il mezzo privilegiato per leggere la realtà, raccontarla e trasformarla.
Il suo percorso prende una direzione precisa nel 2018, quando decide di iscriversi al Condé Nast College, una scuola londinese che forma professionisti nel campo del fashion e della comunicazione.
È lì che comprende che la moda non è solo immagine, ma un vero e proprio strumento narrativo.
“Non c’è un bello o un brutto – racconta – c’è solo il modo in cui decidi di guardare e costruire. Quando ho visto quella magia con i miei occhi, ho capito che era lì che volevo stare: nel mezzo, tra il caos e la forma”.

E quella magia, una volta scoperta, non l’ha più abbandonata.
Dopo Londra, arriva Milano. Qui muove i primi passi lavorando per Antonioli, una delle boutique e-commerce più note per l’alta moda e il luxury streetwear. L’esperienza gli insegna precisione, attenzione al dettaglio e ritmo produttivo.
Parallelamente assiste stylist come Francesca Cefis e Giovanni Beda Folco, brand come Fratelli Rossetti e Des Phemmes, e persino artisti della scena musicale italiana come Sangiovanni.

Il periodo del Covid diventa un banco di prova inaspettato: Emanuele collabora con Nereidistudio, una piattaforma digitale che promuove brand indipendenti e sostenibili.
Qui si occupa di styling, comunicazione e direzione creativa.
Un’avventura che lo porta fino al Milano Fashion Film Festival e a Berlino, con riconoscimenti per progetti di styling e casting da lui seguiti.
Dal 2021 entra nel team di Mr Porter, e-commerce internazionale dedicato al menswear di lusso, dove lo styling incontra la dimensione tecnica e globale delle vendite online.
Un ambiente rapido e rigoroso, che però non frena la creatività e lo spinge a innovare, ottimizzare e mantenere il proprio segno distintivo anche nei contesti più strutturati.

Parallelamente, rafforza la collaborazione con il fotografo Antonio Mantovani che gli apre nuove strade verso agenzie e magazine, confermando la sua capacità di muoversi tra ricerca estetica e concretezza produttiva.
C’è chi lo definisce un “workaholic”, cioè un amante instancabile del lavoro.
Ma per Emanuele lo styling non è soltanto professione, è un modo di vivere il presente, di riflettere sull’identità e di spingere i confini. Le sue fonti di ispirazione spaziano da Ib Kamara a Robbie Spencer, fino a Lotta Volkova: professionisti che hanno trasformato lo styling in una vera narrazione culturale.

Il prossimo obiettivo? Continuare a costruire un personal branding forte, sviluppare una firma visiva riconoscibile e spingere sulla direzione creativa. Perché per Emanuele Vascotto la moda è molto più di un mestiere: è un atto narrativo, una forma di libertà e, soprattutto, una promessa al domani.






