Ticky B: ritratto di un artista viscerale tra fisicità, voce e memoria

Dalla breakdance alla “chitarra italiana”, il musicista emiliano racconta la sua evoluzione artistica attraverso il corpo, la strada e una nuova idea di sincerità musicale
C’è chi nella musica trova una voce. E poi c’è chi, come Ticky B, la voce la costruisce partendo dal corpo. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, l’artista emiliano ha cominciato danzando, letteralmente, nel mondo dell’Hip Hop.
La breakdance è stata la sua prima grammatica, il freestyle il primo alfabeto.
Oggi, dopo un lungo percorso tra rap, video, poesia urbana e influenze vintage, ha intrapreso una nuova strada musicale che parla al corpo e alla memoria: un ritorno all’essenziale, alla pelle, al gesto, a ciò che vibra davvero.
La musica di Ticky B ha sempre avuto un’origine fisica. Non nasce in studio, né su un palco, ma in una soffitta.

Lì, da adolescente, con i suoi amici d’infanzia inizia a creare beat e versi che raccontano le prime inquietudini.
Una produzione fatta a mano, in un tempo in cui bastava la voce, un microfono e il desiderio di esserci.
A sedici anni già si faceva notare nella scena emiliana partecipando a contest di freestyle, un terreno dove il corpo è strumento: dove la voce diventa ritmo, lo sguardo connessione e la presenza una dichiarazione.
Nel 2016, in parallelo alla musica, inizia a lavorare come grafico e videomaker per artisti italiani ed europei.


Un altro modo per raccontare, una forma di corporeità alternativa fatta di sguardi, inquadrature e immaginazione visiva. Questa doppia anima, musicale e visiva, esploderà più avanti nei suoi progetti più maturi.
Gli anni successivi sono fatti di mixtape, pubblicazioni in freedownload e competizioni vinte a livello nazionale, come OSG15 e Captain Futuro di ESA. In questo periodo di formazione e esposizione, Ticky B conosce il pubblico e affina la sua poetica.
Ma è con il trasferimento a Milano che avviene la vera svolta: nasce SEASON, un progetto pubblicato su Instagram e diretto dal regista Peter Marvu, in cui la musica incontra il cinema, e l’artista diventa anche attore della propria narrazione. È qui che la sua fanbase cresce, attirando l’attenzione anche di grandi nomi del rap italiano.






Nel 2022 partecipa al remix ufficiale di ‘Safe Salina’ del francese Tawsen, rappresentando l’Italia. Un traguardo importante che lo posiziona anche fuori dai confini nazionali.
Eppure, qualcosa inizia a cambiare: Ticky B sente il bisogno di allontanarsi da un rap che percepisce saturo, troppo legato all’estetica e poco al contenuto.
La scena sembra parlare molto, ma ascoltare poco. Ed è proprio in quell’ascolto mancato che trova il seme del cambiamento.
Nel 2024 nasce ‘CHITARRA ITALIANA’, un progetto che mescola il cantautorato classico con il background urban.
Musica diretta, vera, suonata con strumenti tangibili, in cui la parola si fa gesto, carne ed emozione.
Ticky B si ispira ai grandi del passato come Antonello Venditti e Battisti, ma con lo sguardo rivolto al presente.
E, ancora una volta, è il corpo il primo veicolo del suo racconto.
I contenuti reel che accompagnano i nuovi singoli sono curati in prima persona insieme al suo team, con una qualità cinematografica che riflette un’estetica precisa, fatta di nostalgia, attenzione al dettaglio e passione per il vintage.
Non si tratta solo di stile, ma di una forma di memoria visiva in cui oggetti, abiti e colori diventano elementi narrativi.
Il passato non è citazione, è sostanza. La sua visione viene riconosciuta anche da artisti affermati come Eros Ramazzotti, Olly, Alfa e molti altri, che seguono il suo percorso sui social.
Per Ticky B i numeri sono solo una parte, ciò che conta è lasciare un segno, anche piccolo ma sincero, e come lui stesso sembra suggerire con il suo nuovo percorso: la musica che resta è quella che si sente sulla pelle.





