Viola Grandesso: il dialogo quotidiano con l’estetica
La graphic designer, video editor e brand designer influenzata nel suo lavoro visuale dall’arte, dalla musica e dal teatro e alla ricerca di un design che non si limiti a decorare
<< La mia storia personale è sempre stata intrecciata all’arte: sono cresciuta in una famiglia in cui creatività e immaginazione erano parte della quotidianità. Mio nonno dipingeva, mio padre suonava la chitarra e in generale entrambi i miei genitori mi hanno trasmesso fin da piccola il valore del cinema e della musica >>
Così si racconta Viola Grandesso – partendo dalle sue radici a Mirano, in provincia di Venezia –, immersa fin dall’infanzia in un ambiente domestico sicuramente florido per esprimere la creatività, poiché conferiva all’arte uno spazio degno di attenzione valorizzando tutto ciò che poteva creare connessione emotiva attraverso un linguaggio estetico.

Il percorso formativo di Viola parte dal Liceo Artistico Marco Polo di Venezia, dove sceglie l’indirizzo di Arti Figurative, che le permette di approfondire discipline come il disegno con modelli dal vivo, l’anatomia e la scultura.
<< Sono stati anni decisivi, non solo dal punto di vista tecnico: in quel contesto, infatti, ho scoperto che il gesto creativo non era soltanto un esercizio formale, ma una parte essenziale della mia identità. Quel liceo per me è stato un luogo profondamente inclusivo, dove ho imparato a esprimermi davvero e a relazionarmi con gli altri anche attraverso l’arte. Nonostante fossi molto giovane, è stata un’esperienza che mi ha formata tanto sul piano artistico quanto su quello umano, lasciandomi un’impronta che ancora oggi riconosco nel mio modo di lavorare e di vedere il mondo >>


Dopo il diploma, prosegue i suoi studi presso un’accademia di make-up per il cinema a Bologna, strada che la porta a lavorare come make-up artist per alcuni anni. Nonostante l’attrazione per questo settore, c’è però un richiamo che continua a ripresentarsi: quello verso il mondo del graphic design.
<< Per questo – racconta l’artista – all’età di ventiquattro anni, ho scelto di intraprendere un nuovo capitolo iscrivendomi a un corso universitario in Digital & Graphic Design allo IUSVE di Mestre. Qui ho potuto affinare competenze che negli anni avevo intuitivamente coltivato: la composizione, l’identità visiva, la comunicazione strategica e il rapporto tra immagine e pubblico. È stato il momento in cui tutto ciò che avevo assorbito nella mia crescita artistica ha trovato finalmente una forma precisa >>
In parallelo agli studi, Viola si dedica alla musica, che per lei rappresenta uno spazio libero, intimo e diretto, dove può raccontare ciò che vive senza filtri. Dal 2021 scrive e interpreta i suoi brani come cantautrice, con due pezzi già pubblicati e una serie di inediti che porta dal vivo.
Dal 2023 inizia poi un percorso nel teatro, che contribuisce in modo complementare all’esperienza in ambito musicale, come lei spiega:
<< Il teatro mi ha insegnato l’ascolto, la presenza e la relazione con pubblici diversi. Ha migliorato i miei live musicali, ma anche la mia comunicazione professionale: mi ha reso più sicura nel parlare in pubblico e più efficace nel presentare i miei progetti ai clienti >>


Ad oggi, Viola si definisce per la sua curiosità e il desiderio di far dialogare le sue diverse passioni, esplorando linguaggi differenti. Oggi lavora come graphic designer, brand designer e video editor, pur continuando a muoversi tra discipline diverse. E diverse sono anche le ispirazioni a cui si rifà la sua visione artistica:
<< Tra le influenze più forti nel mio percorso ci sono Saul Bass e Vasilis Marmatakis, due figure che hanno elevato il graphic design a vero e proprio dispositivo narrativo nel cinema. La loro capacità di dare emozione alla forma e al ritmo visivo rappresenta la direzione verso cui punto anch’io >>
L’intento di Viola è unire il linguaggio immediato e coinvolgente della cultura pop al ruolo etico e sociale del design, come spiega: “Credo che oggi il design possa diventare uno strumento per portare attenzione su questioni sociali ancora molto presenti”
Questa visione prende forma nel progetto Clawzout, nato dalla volontà di parlare di un problema che continua a esistere nonostante la crescente sensibilità sul tema: l’abbandono degli animali. Attraverso l’identità del brand ha cercato di costruire una narrazione visiva capace di affrontare questo argomento in modo diretto, utilizzando il design come mezzo per generare consapevolezza e stimolare una riflessione.

Negli ultimi mesi Viola Grandesso ha iniziato a condividere i suoi progetti anche sui social, creando contenuti che uniscono cultura pop e design e che mirano a costruire un rapporto diretto con chi la segue:
<< Il mio rapporto con la videocamera nasce molto prima dei social. Fin da piccola ho sempre realizzato video, utilizzando la telecamera come uno strumento per esprimermi, raccontare e sperimentare. Addirittura parlavo a un pubblico che ancora non esisteva. Per questo il desiderio di comunicare attraverso questo mezzo non è legato a una tendenza contemporanea, ma fa parte di me da sempre >>
Con il tempo ha capito che condividere ciò che fa non significa semplicemente mostrarsi, ma aprire uno spazio di scambio. Il bisogno di raccontare la sua arte e la sua visione nasce dalla sua natura profondamente sociale: le interessa il dialogo con gli altri, il confronto di idee e la possibilità di ampliare il proprio sguardo attraverso prospettive diverse. “Per me, lasciare che l’incontro con gli altri generi nuove possibilità di scoperta e di crescita è la parte più importante di questo percorso” – racconta.
Tra i prossimi obiettivi quello principale è consolidare un’identità artistica che dialoghi in modo naturale con il mondo audiovisivo, unendo design, cinema, musica e performance in una visione coerente.



A livello professionale, l’ambizione spinge l’artista ad intraprendere un percorso che vada verso ruoli di comunicazione nel settore cinematografico, contribuendo alla costruzione dell’immaginario visivo di un’opera attraverso titoli di testa, poster, tipografie e sistemi grafici capaci di restituirne emozioni e atmosfere. Viola confessa che il suo futuro professionale sarà indirizzato inoltre verso un progetto più intimo:
<< Accanto a questo obiettivo, custodisco anche un desiderio più personale: dirigere un giorno un mio film. Non lo vivo come un sogno distante, ma come la naturale evoluzione del mio percorso, un punto in cui tutte le mie forme di espressione potrebbero convergere in un’unica narrazione >>




