Family Habits: una vita in musica dalla dimensione familiare al palco


Ivano e Mark Borgazzi, in conversazione con Not Yet a VIVAVOCE, sotto la direzione artistica di Sigla Eventi, raccontano un percorso che da esperienze internazionali è confluito nel duo padre-figlio in cui il neo soul si mescola all’elettronica
Family Habits è un progetto dove padre e figlio collaborano in sinergia, in cui due generazioni diverse
e due background differenti comunicano tra loro.
Il percorso individuale di Ivano è partito in Italia, spostandosi poi verso gli Stati Uniti, dove ha vissuto cinque anni frequentando il Berklee College. In Italia ha fatto parte dei Funky Company negli anni ‘90, un progetto di acid jazz, soul e funky. Le collaborazioni e le esperienze sono davvero molte, ma come afferma Ivano: “Una delle cose per me più soddisfacenti, più belle, ad oggi, è poter fare musica con mio figlio Mark”.
Mark ha quindi vissuto circondato dalla musica del padre, formandosi successivamente in Inghilterra dove ha vissuto per quindici anni. “Sono andato a Londra quando avevo diciotto anni, mentre vivevo lì ho studiato e ho lavorato come artista indipendente, ho avuto la fortuna di essere lì con degli amici con cui ero cresciuto a Reggio Emilia, abbiamo condiviso gli studi fino a creare dei progetti musicali insieme”.


Poi intorno al 2020, nonostante Mark vivesse ancora a Londra, i due iniziano a meditare un progetto di musica originale, come raccontano:
<< Prima era successo molte volte che suonassimo insieme, però magari eseguivamo cover o sporadicamente scrivevamo a due mani, ma non esisteva un progetto vero e proprio, ossia un outlet per la nostra musica, e quindi Family Habits è stata la possibilità di iniziare quel tipo di percorso >>
Nel nome del duo la parola Habits, in inglese “consuetudine” o “abitudine”, indica proprio la connessione reciproca nel fare musica: “Perché è sempre stata una delle nostre abitudini fondanti, per cui è venuto abbastanza naturale”, racconta Ivano.
Vedendo i due artisti sul palco, si percepisce una profonda armonia tra loro, oltre che il divertimento che hanno nel creare qualcosa. Come hanno confermato ai nostri microfoni, dare vita a qualcosa insieme li mette entrambi a proprio agio, così la professionalità nel lavoro si inserisce da sé, in un clima disteso in cui il cuore pulsante rimane sempre la musica. “C’è un elemento di gioco, di apertura, di possibilità: quando interagiamo professionalmente possiamo raggiungere delle dinamiche diverse da quelle che sono tipiche della vita di tutti i giorni da padre e figlio”.




Family Habits nasce da una contaminazione tra generi: Mark ha avuto più contatti con la musica elettronica, molto diffusa tra la sua generazione, il percorso di Ivano invece è stato più rock, blues, jazz, musica black..”Ci adattiamo molto alla situazione. Suoniamo in duo con tastiera, voce e supporto elettronico, ma collaboriamo anche con un batterista e un bassista che rendono il nostro progetto ancora più dinamico”.
Con componenti soul, funk, jazz ed elettronica, i Family Habits si inseriscono in un panorama musicale dalle molteplici sfaccettature: “Quello che facciamo noi lo possiamo definire come Neo Soul, c’è infatti maggior voce rispetto al New Jazz che spesso è più strumentale. Dall’Inghilterra, dove ho vissuto a lungo e assorbito tanto – spiega Mark – c’è stata un’ondata molto forte che mischia influenze contemporanee con background africani. Nomi come Jordan Rakei, Oscar Jerome e Youssef Deyes, un batterista inglese con origini caraibiche”.”.
Caposaldi nella musica nel caso di Ivano? Difficile la scelta, ma prontamente risponde: “Se dovessi pensare ai musicisti che mi hanno influenzato di più o comunque ho sentito maggiormente, dovrei citare artisti molto diversi tra loro, come Miles Davis, Herbie Hancock, Sting, Peter Gabriel dei Genesis: la musica veramente, sembra una frase fatta, ma non ha confini”. L’influenza fiorisce anche direttamente dallo scambio reciproco tra padre e figlio. Da ragazzino abituato a fruire della musica paterna, Mark si trasforma poi in parte attiva nelle scoperte recenti di Ivano: “Ascolto sempre tante cose diverse – racconta – mi piace scoprire e non mi pongo limiti. Mark mi fa conoscere spesso artisti nuovi e questa è una cosa che mi stimola intensamente”.


La musica è anche comunicazione: come sostengono i due artisti, è inevitabile che colpisca chi l’ascolta. “Penso sia impossibile che non comunichi qualcosa, anche se non vuoi o non ci stai pensando, ma questo avviene con tutte le arti, perché comunque mentre lo stai facendo tu senti qualcosa, viene da un feeling, da una sensazione, da qualcosa di profondo in realtà”, spiega Ivano.
E Mark continua: “Per me a livello personale è importante, direi quasi vitale, riuscire a trasmettere certe emozioni in modo spontaneo”.
Riguardo il panorama musicale attuale, la visione tra Mark e Ivano, però, diverge. Se per Mark, la nascita di numerosi festival è segno di attivismo e fermento nella scena contemporanea, Ivano ricorda invece anni più floridi, non troppo lontani dal presente, dove la situazione era migliore.
Da queste opinioni contrastanti emerge tuttavia un apprezzamento condiviso verso ciò che, grazie alla valorizzazione dell’arte e della cultura, può ritrovare spazio e portare più coraggio e dinamismo. Dal singolo d’esordio nel 2021, ‘Highs and Lows’, al primo album del 2024 “People are Mosaics”, il futuro si costella di ulteriori novità per i Family Habits.
Continueremo dunque a seguire il duo padre-figlio che mastica tanto jazz e soul quanto elettronica, per dare vita a un universo musicale personale e coinvolgente.






