Lucrezia Cantelmo: osservare, sperimentare, lasciarsi attraversare
La fotografa leccese racconta la sua visione della fotografia, da spazio di protezione a dimensione di ricerca tra musica, arte e moda
Nata a Lecce e trasferitasi a Milano da quattro anni, Lucrezia Cantelmo è una ventiseienne appassionata di fotografia fin da piccola.
Questo interesse ereditato dal padre sboccia proprio quando lui le regala una fotocamera, con la quale inizia a scattare, inconsapevole che avrebbe continuato facendo diventare questa attività da semplice passione a vera occupazione.
Lucrezia descrive la sé bambina come una personalità timida e sensibile che è riuscita a trovare dietro all’obiettivo un posto sicuro, privo di interazione forzata con il prossimo, in cui poteva limitarsi ad osservare:

“La fotografia è diventata per me uno spazio di protezione e allo stesso tempo di scoperta, uno strumento per avvicinarmi agli altri senza invaderli” – racconta.
Le prime immagini avevano come soggetto le sue amiche, per poi espandersi sempre più alle ispirazioni del mondo circostante, come ad esempio l’ambiente artistico e musicale locale che ha significato per lei possibilità di incontri e di sperimentazione. Realtà creativa che ha coltivato anche successivamente nel corso della sua carriera occupandosi, tra l’altro, delle album cover della cantante Lauryyn e delle foto backstage del video ufficiale della canzone ‘Cicatrice’ di Clara.


Parlando di formazione accademica, Lucrezia ha studiato al liceo classico di Lecce, per poi trasferirsi a Londra per frequentare l’Università di Westminster per tre anni. È proprio in questo scenario che si attua il suo più grande cambiamento a livello personale ma soprattutto artistico – fino a quel momento era incentrato principalmente sul fotogiornalismo.


È infatti in questo contesto che scopre una dimensione più concettuale e astratta ed approfondisce la conoscenza di fotografi di grande calibro che le lasceranno un segno dal punto di vista stilistico.
Da Vivian Maier e Diane Arbus prende spunto per la scelta dei soggetti e lo stile delle pose per quanto riguarda il modo di immortalare fa riferimento a Peter Lindbergh. Inoltre, nelle sue creazioni vengono esaltati i colori e la vivacità, tipici delle immagini di Martin Parr. Altra musa è l’estetica rinascimentale, dalla quale attinge per lo studio sulla luce e sulla composizione.
Il periodo di Milano la avvia verso un nuovo percorso da freelance indirizzato verso il mondo della fashion photography. Questo contesto le ispira principalmente creazioni dallo stile degli anni ‘90 e 2000, con richiami anche alla moda contemporanea, che si fondono con grande armonia.
Ha lavorato con molti magazine del settore negli ultimi anni, tra cui Photo Vogue, Pap Magazine e Vigour Magazine. Ma la sua collaborazione più importante è con SGM, azienda di noleggio di attrezzature per produzioni televisive e pubblicitarie, con la quale ha completato diverse serie fotografiche.

I suoi scatti sono pieni di carattere, i protagonisti sono principalmente soggetti che risaltano grazie alla scelta di outfit e gioielli potenziati attraverso una cattura sapiente del colore.
Tra i suoi interessi spicca anche quello per il cinema, non è dunque da escludere che il suo futuro professionale potrebbe volgersi verso un lavoro da direttrice della fotografia. Lucrezia sente che la miglior via di crescita sia proprio rimanere pronti ad esperienze continue, che porteranno a costruire uno stile sempre più definito e autoriale:
<< La mia ricerca è ancora in movimento: non credo di aver trovato un’impronta definitiva, ma riconosco elementi ricorrenti che continuano a trasformarsi. Uno dei miei obiettivi più profondi rimane comunque comprendere le persone e riuscire a restituire, anche solo in parte, la loro personalità attraverso le immagini >>.





