Tutti Fenomeni, l’inattuale contemporaneo d’avanguardia

Tra contraddizioni e citazioni, il cantautore romano ritorna con dieci nuove fatiche e una breve ontologia dell’amore

‘Lunedì’ è l’ultimo album di Tutti Fenomeni, uscito il 23 gennaio per 42 Records/Epic Records e presentato il 9 e 10 aprile all’Atlantico di Roma e il 22 maggio al MI AMI a Milano. Per il tour estivo sono state previste invece sei date in giro per i Festival di tutta Italia: 1 giugno a Marina di Camerota, 2 luglio a Collegno, 23 luglio a Pesaro, 10 agosto a Milazzo, 12 agosto a Lamezia Terme e 20 agosto a Roseto degli Abruzzi.

A quasi trent’anni, dopo tre dall’ultimo disco e con quasi un decennio di carriera musicale alle spalle, Giorgio Quarzo Guarascio si riconferma uno degli artisti più avvincenti e capaci del panorama musicale contemporaneo, specialmente per il suo originale utilizzo delle parole.

Copertina di ‘Lunedì’, ultimo album di Tutti Fenomeni.

Non più affiancato da Niccolò Contessa come per ‘Merce Funebre’ e ‘Privilegio Raro’, il nuovo sodalizio artistico con Giorgio Poi – che ha prodotto, suonato e registrato l’album – ha portato un suono più morbido e orchestrale che aiuta a rivelare offre interessanti e inediti punti di vista dell’artista, non solo musicalmente ma anche dal punto di vista della scrittura. Tematiche emotive e sentimentali trovano più spazio in questa nuova opera, anche grazie alle rinnovate melodie che si prestano meglio a una forma di canzone più tradizionale, propedeutiche per un paesaggio musicale più raffinato, quasi cinematografico, che si discosta dalle sue origini rap pur senza rinnegarle.

Il primo brano, ‘La ragazza di Vittorio’, inizia ripetendo quattro volte “Sesso anale, sesso orale, sesso vaginale” e si chiude con “Ma nel male che resiste/ Tra il Big Bang e l’apocalisse/ Qualcuno crede ancora che l’amore esiste”: un perfetto bignami della capacità di Tutti Fenomeni di conciliare un’esplicita rappresentazione della spettacolarizzazione del sesso a una romantica e precaria speranza d’amore.

La traccia successiva, ‘Col tuo nome’, è stata ispirata dalla visione in anteprima del nuovo film di Susanna Nicchiarelli in uscita prossimamente e in cui è presente all’interno della colonna sonora, e dopo una breve riflessione religiosa diventa un ritornello estivo da innamorati continuando così sui binari da farfallone amoroso:

“Cerco un Dio perché da solo ho paura del vuoto

Perchè ogni sensazione ed ogni singola emozione

Che mi fa sentire vivo veramente

Fa rima col tuo nome”.

– Tutti Fenomeni in ‘Col tuo nome’.

‘Mao’ procede in questa direzione aggiungendo un aspetto temporale, giocando sulla dicotomia tra bambino e adulto – “Ritornare bambini è impossibile/ Sarà più facile toccare la luna/ E siccome il mondo è per gli adulti/ Lo copriremo d’insulti” – e le prospettive di paternità – “Ho una voglia di baciarti incredibile/ Guardami bene, questa è l’ultima volta/ Sarò un padre severo e impassibile” – che legano il tempo all’affettività.

Da ‘Morire vista mare’ si ritrova più familiarità con i lavori precedenti, tornando con un testo scanzonato che parla di morte (come suggerisce il titolo) tra rime catchy anglofone “No stress, dammi un kiss, dal Dakota al Tennessee/ Mi piaci da morire, sogno spesso di morire” e insospettabili contrasti storico-letterari “Ma dentro i lager tedeschi non si leggeva Dostoevskij”, che scivolano agilmente nelle nuove produzioni suonando sempre fresche.

In medias res si prosegue con ‘Piazzale degli eroi’, una celebrazione malinconica e irriverente dell’eros – “L’amore è uno schema piramidale” – accompagnata da riferimenti politici sempre in bilico tra l’assurdo e l’ironico – “Saluti romani a Piazzale degli Eroi/ Perché ogni croce celtica alla fine sta parlando di noi” –, per poi essere sorpresi dalla voce di un bambino in ‘La Felicità del cane’, il pezzo dove Tutti Fenomeni è più feroce lanciandosi in un cinico e sagace flusso di coscienza di critica sociale e personale, sulle note di un’azzeccatissima produzione musicale elettronica che crea l’atmosfera ideale per questa folle gemma di due minuti e mezzo.

“L’Italia si sveglia per andare al lavoro

Ed io sto andando a dormire con il naso sporco di cocaina

Mi sento come un monaco che distrugge il mandala dopo averci lavorato per anni

Non è mica colpa di quattro trader cocainomani

Se oggi compriamo il prosciutto su internet

Si arriva sempre al dominio dei più stupidi e dei più violenti“.

Dopo questo piacevole intermezzo, ‘Vanagloria’ riporta un’atmosfera più lieve grazie a un synth arioso e un linguaggio spiazzante e giocoso – “Il sesso è una forma di controllo militare/ Come l’alcol, la droga e i panini col salame/ Ma trovami qualcuno che si ami/ come Berlusconi e Galliani” – seppur vulnerabile – “E mi viene da piangere/ Quando sono con te” –, mentre ‘Formentera’ si presenta più eterea, con un testo breve e una musica più cupa e malinconica – “Morire in bicicletta a Formentera come Nico & the Velvet Underground”.

Si torna poi ad incalzare l’ascoltatore con l’energico beat e le massime di ’29 febbraio’ – “Che monotonia la giovinezza sembra sempre maggio/ L’attimo passa in un lampo, ma il passato non ci abbandona mai” –, un perfetto preludio per sfociare nella gran chiusura di questo ‘Lunedì’: uno splendido lento, dolce e orchestrale, che corona al meglio l’album suggellando perfettamente quest’esperienza con il contrasto tra il titolo ‘Love is not enough’ e il finale della canzone, dove ancora tra il Big Bang e l’apocalisse c’è l’amore che cerchiamo, ma lo stesso amore non è abbastanza:

Perché da qualche parte tra il Big Bang e l’apocalisse c’è il nostro amore

E io lo troverò”.

La ripartenza di Tutti Fenomeni inizia da dove aveva lasciato, segnata dalla maturazione personale e artistica che lo continua a contraddistinguere e ad andare avanti. Perché i trenta incombono come ogni lunedì, e dobbiamo cercare tutti la nostra salvezza se vogliamo sopravvivere. Anche se alla fine, l’unica cosa che conta, è la felicità del cane.

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Jacopo Nardi nasce a Modena nel Dicembre del '91. Da sempre appassionato di letteratura - è un divoratore seriale di libri fin dall'infanzia - si laurea alla facoltà di Lettere Moderne presso l'università di Bologna per poi conseguire un master in scrittura presso la Scuola Dumas.

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