Nausicaa Albanese: la luce stroboscopica dell’umanità catturata dal flash

La fotografa molisana, immersa nel mondo del clubbing e delle comunità queer, capace attraverso i suoi scatti di ridare ai corpi una dignità che valorizzi l’autentico

C’è un’energia particolare che vibra nei ritratti notturni di Nausicaa Albanese e non è solo quella del club, dei bassi o dei laser che tagliano il fumo. È un’energia umana, viscerale, che si muove a tempo con i corpi, ma anche con gli sguardi e i silenzi.

È la fotografia che accade tra un battito di ciglia e uno di cassa, quella che non ha bisogno di chiedere permesso, ma documenta silenziosamente l’energia della vita. Forse non c’è luce quando ce ne andiamo, non tanto per quello che accade intorno a noi, ma per l’ombra stessa delle cose che cessa di esistere. 

Nausicaa ha ventotto anni e arriva da un piccolo paese in provincia di Campobasso. È lì che ha imparato a osservare, forse senza nemmeno saperlo. Il resto lo ha costruito da sé, da autodidatta: un occhio alla volta, un contesto alla volta, una notte alla volta. Oggi vive a Perugia, dove lavora come Junior Content Production Manager in un’agenzia di comunicazione, e dove continua a coltivare la fotografia come qualcosa di più profondo: un’estensione del suo modo di sentire il mondo.

All’inizio Nausicaa faceva fatica anche solo a chiamarsi “fotografa”. Poi è arrivata la notte. “Sono entrata in punta di piedi”, racconta. “Ho acceso il flash e ho iniziato a scattare”. Così, le serate nei locali sono diventate un vero e proprio campo visivo in cui l’energia autentica, vibrante, inafferrabile, è diventata soggetto. Il suo stile è veloce, spontaneo, immersivo: scende in pista, si muove tra la folla, cattura la realtà senza interromperla. La fotocamera non è un filtro, ma un modo per avvicinarsi, per entrare in contatto con gli altri nel rispetto totale dei loro confini.

Un ruolo fondamentale nel suo percorso lo ha avuto il BeQueer, un club di Perugia diventato rifugio e spazio di espressione per soggettività queer e fuori dalla norma. Lì Nausicaa ha conosciuto il mondo delle drag queen, che oggi rappresentano la sua principale fonte d’ispirazione:

<< Scattare ritratti alle drag queen durante le serate è stato per me un punto di svolta, in serata mi ritaglio dei momenti con ciascuna per immortalare e quel momento è solo nostro. Amo l’interazione e tutto il processo che c’è dietro considerando che ogni trucco, abito, acconciatura è fatta da loro. Sono dei veri e propri mini set di moda, anche se non mi trovo in uno studio fotografico ma in un locale. È da lì che è nato il mio sogno di diventare una fotografa di moda ma con una visione tutta mia, più queer, inclusiva e libera dagli schemi tradizionali >>

Quello che Nausicaa cerca di fare è ridare dignità alla rappresentazione del corpo. Non idealizzarlo, non sessualizzarlo, ma mostrarlo nella sua autenticità, nella sua verità: come il mezzo con cui viviamo lo spazio e il tempo. È un lavoro quasi documentaristico, ma intriso di poesia e di empatia. Un lavoro che si ispira Nan Goldin, Diane Arbus e Larry Fink, ma che mantiene una voce propria, umile e determinata.

Nausicaa non vuole “costruire una nuova realtà”, non si definisce artista, si limita a raccontare quello che vede. Ma in un mondo dove tutto corre verso l’apparenza, il suo sguardo gentile è una rivoluzione silenziosa. Il suo sogno? Lavorare nella moda, ma democratizzandone la visione: dare spazio e luce a tutti i corpi, non solo quelli che rientrano negli standard.

In fondo, la sua è una fotografia politica, anche se non alza mai la voce. Una fotografia che nasce dall’osservazione e dall’ascolto, dal rispetto e dall’incontro. Una fotografia che, come lei stessa dice, “con la gentilezza, può arrivare ovunque”.

E forse è proprio questo che rende Nausicaa Albanese una delle voci più interessanti del panorama emergente: la capacità di illuminare l’invisibile, senza mai rubare la scena.

About Author /

Camilla Levanti nasce a Bologna nel 1995 e, fin dall’infanzia, trasforma le emozioni in parole. Laureata in Giurisprudenza, ha intrecciato la sua carriera con il mondo della moda, lavorando in contesti nazionali e internazionali, senza mai abbandonare la passione per la scrittura e la poesia. Vincitrice di due concorsi letterari, esplora persone, storie e bellezza, sempre alla ricerca di quella forza invisibile e invincibile che accende la creatività e dà vita all’arte.

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