Maria Vittoria Giottoli: scenografie e universi da esplorare
Dalle campagne umbre ai set della moda, il percorso di un’artista che fa della curiosità, del viaggio e dell’adattamento la sua cifra creativa
Nata sotto il segno dei pesci, classe ‘99, Maria Vittoria Giottoli cresce nelle campagne umbre, in una famiglia numerosa che ha fatto della creatività una quotidianità condivisa. La sua infanzia si svolge in un contesto singolare: un agriturismo con studio di registrazione, punto di incontro di artisti provenienti da tutto il mondo. Un luogo che, con il tempo, si trasforma in comunità ecosostenibile, dove l’arte e la natura convivono in un equilibrio fertile. Qui, tra stimoli culturali e l’energia di un’infanzia mai statica, prende forma una sensibilità curiosa, aperta e attenta.

Fin dagli anni della formazione, la filosofia e l’arte contemporanea nutrono il suo immaginario, ma è il viaggio a diventare la sua autentica fonte d’ispirazione. Esplorare Paesi lontani, immergersi in culture differenti, ma anche portare con sé quella “modalità viaggio” nella quotidianità: Giottoli fa del dinamismo e dell’adattamento un vero strumento creativo.
Non teme il cambiamento, anzi lo abbraccia come occasione di evoluzione. La scenografia entra così nella sua vita come medium, capace di unire passioni, stimoli e visioni. Per lei non è mai un esercizio ripetitivo, ma la possibilità di entrare ogni volta in un nuovo mondo. Smontare, ricominciare, sorprendersi: in ogni progetto ritrova la sfida di imparare e il piacere della scoperta. Una pratica che riflette la sua natura poliedrica, fatta di personalità da conciliare, di contrasti che diventano armonia, di forme e colori che dialogano fino a raggiungere un equilibrio.



Al centro della sua ricerca c’è la curiosità, quel “fuoco” che alimenta ogni gesto e che la spinge a sperimentare linguaggi diversi: dal cucinare ricette di culture lontane senza mai seguire rigidamente un manuale, al perdersi tra mercatini dell’usato dove ogni oggetto porta con sé storie e energie da immaginare.
Anche lo yoga, disciplina che la accompagna fino al conseguimento della licenza di insegnante in Nepal nel 2023, diventa uno strumento per centrarsi e riportare a unità la molteplicità che la abita.
Per l’artista il vero atto creativo è la relazione: la connessione con l’altro, lo scambio reciproco che “inquina” positivamente e trasforma. Ma è anche silenzio e auto-osservazione, ascolto interiore che le permette di trovare tracce sottili, spesso invisibili, da lasciare nei suoi lavori. La scenografia si fa così specchio della sua esperienza personale, ponte tra crescita interiore ed espressione artistica.

Maria Vittoria Giottoli guarda al futuro senza barriere, desiderosa di non rinchiudersi in un unico medium ma di esplorare il cinema, le installazioni, la direzione artistica. La sua forza sta nel mantenersi aperta, permeabile, pronta a rinnovarsi.
Ogni progetto diventa per lei un terreno in cui canalizzare la propria energia in forme sempre nuove. “Ho molto di più da dire”, afferma, e la sua storia è già la testimonianza di un percorso che non cerca approdi definitivi, ma orizzonti da inseguire. Un’identità visiva in divenire, che trova la sua essenza proprio nel movimento, nell’incontro e nella trasformazione continua.
























