Fabiana Amato: lo scatto pittorico che immortala il palco

La fotografa piemontese attiva tra festival ed eventi musicali che fonde pittura, scultura e corpo e si batte per un ambiente più inclusivo fatto di collaborazione e condivisione

Fabiana Amato ha ventotto anni, è nata e cresciuta vicino a Torino, e racconta la sua storia con l’energia di chi non si è mai fermata. Si definisce frizzante, facilmente annoiata, iperattiva ma legata alle sue abitudini e luoghi, come il solito bar dove la conoscono a memoria e viene accolta ogni mattina: “Cappuccino e brioche alla crema?” – le chiedono senza bisogno di una risposta.

Ama il calore delle routine, ma altrettanto la libertà: fin dai tempi del liceo ha sentito infatti il bisogno di allontanarsi dalla provincia e da tutto ciò che le stava stretto. Ha scelto così il liceo artistico più lontano possibile da casa, per trovare spazio e respirare. È lì che ha iniziato a capire quanto fossero forti in lei il desiderio di indipendenza e la voglia di riscatto. 

Terminati gli studi superiori, si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e si laurea in Scultura sotto la guida del professor Franko B. 

Durante quel triennio, affina le tecniche, studia, sperimenta. Ma c’è una costante che non la abbandona mai: la fotografia. La sua prima macchina fotografica, una Canon 1200D, arriva al compimento della maggiore età, e la accompagnerà per sette anni.

Inizia fotografando le sue compagne di danza, scoprendo nel movimento qualcosa di potente, quasi magnetico. Sono il dinamismo dei corpi, la sfida del tempo e la bellezza dell’attimo che la conquistano. Si laurea nel 2020, in un momento storico complicatissimo per chi, come lei, vuole costruirsi un futuro creativo. Eppure, è proprio quando tutto sembra fermarsi che prende la decisione più importante: trasferirsi da sola in centro a Torino e iniziare davvero a cercare la sua strada. Per mantenersi, lavora in diversi contesti, ma è il mondo della musica live a cambiarle la vita. Sotto i palchi, tra luci e adrenalina, trova il suo posto.

Lì, dietro l’obiettivo, riesce a raccontare l’energia degli artisti, la vibrazione del pubblico, la tensione di ogni nota. Dopo mesi di impegno e gavetta, inizia a collaborare con realtà come Club to Club, Jazz is Dead, Jazz:Re:Found, Linecheck, FestiValle e molti altri. Ben presto, si affaccia anche sul mondo della moda, grazie a collaborazioni con agenzie come Nss Magazine, che la portano a esplorare nuovi territori visivi e a farsi notare in ambienti sempre più stimolanti. Eppure, nonostante il suo dinamismo, Fabiana non ama definirsi artista: “Non è importante per me essere un’artista. Preferisco che ciò che faccio abbia un valore artistico in sé, che racconti la mia visione del mondo nel modo più libero e creativo possibile”.

La sua fotografia fonde pittura, scultura e corpo. Sfrutta le luci del palco come fossero pennellate, rendendo ogni scatto quasi pittorico, con colori saturi e forti che restituiscono l’emozione di quel preciso istante.

Tra le sue ispirazioni principali c’è Kimberley Ross, fotografa del mondo live, che nel tempo è diventata anche una grande amica.

Ma un ruolo importante lo ha avuto anche lo studio della storia della fotografia, che le ha insegnato quanto ogni immagine possa diventare memoria, testimonianza, archivio di emozioni. Fabiana oggi è consapevole del proprio ruolo nel mondo.

Non solo come fotografa, ma come donna in un settore tecnico ancora dominato da logiche maschiliste. Per questo, uno dei suoi obiettivi principali è parlare apertamente di questi temi, sensibilizzare, creare rete. Sogna un ambiente collaborativo, dove le donne possano supportarsi a vicenda senza quella competizione tossica che troppo spesso ostacola i percorsi individuali.

Voglio costruire una rete di persone fidate con cui parlare di queste cose e lavorare davvero insieme. Perché la mia indipendenza è anche questo: decidere di cambiare le regole, non solo seguirle”.

E il futuro? Fabiana lo immagina dietro l’obiettivo, certo, ma anche in viaggio. Vorrebbe seguire un tour internazionale, vivere la fotografia come lavoro e come passione, senza compromessi. Ma sogna anche uno spazio tutto suo: uno studio fotografico, un laboratorio creativo dove far nascere idee, progetti, esperienze.


‘Voglio costruire una rete di persone fidate con cui parlare di queste cose e lavorare davvero insieme. Perché la mia indipendenza è anche questo: decidere di cambiare le regole, non solo seguirle

– Fabiana Amato

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Gilda Cacciapuoti nasce a Modena nel 2004. Diplomatasi al Liceo delle Scienze Umane, attualmente studia all’Università IULM di Milano, nel corso di Comunicazione, Media e Pubblicità. Da sempre appassionata di scrittura, musica, moda e sport, coltiva un profondo interesse per il giornalismo. Attualmente scrive per Not Yet Magazine e collabora con Il Resto del Carlino di Modena.

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