Giorgio Poi: la ricerca di un equilibrio in un eco che attraversa passato e presente
Il cantautore, polistrumentista e produttore discografico, dalle collaborazioni con le voci più amate della scena indie italiana ai tour internazionali
Momenti di rara e sincera quotidianità lasciati da qualche parte in fondo al mare. Amori messi al sicuro per non farli appassire. La musica di Giorgio Poi non è solo un atto di resistenza contro la semplificazione che l’industria musicale spesso richiede ma è una conversazione sincera con una voce che ti si fa amica.
Cantautore, polistrumentista, produttore e compositore con alle spalle un’incessante attività dal vivo e proficue collaborazioni con artisti nella scena italiana e internazionale, Giorgio Poi fa partire il suo viaggio musicale nel 2017 con la pubblicazione di ‘Fa Niente’ (Bomba Dischi/Universal) dopo aver vissuto per diversi anni tra Londra e Berlino.
Il disco viene accolto con grande favore da pubblico e critica, nel 2018 Giorgio partecipa al festival Eurosonic a Groningen e parte subito dopo per un mini-tour europeo.
Nello stesso anno si dedica alla produzione di dischi di altri musicisti, così, dal 2018, al ruolo di autore affianca quello di produttore artistico e musicista. Da questo momento nascono alcune tra le più proficue collaborazioni di Giorgio con altri artisti della scena indie italiana.
Ricordiamo quella con Frah Quintale per il brano ‘Missili’, prodotto da Takagi e Ketra (Undamento, Bomba Dischi, Pltnm Squad), quella con Carl Brave per il brano ‘Camel Blu’ contenuto all’interno del disco ‘Notti Brave’, la collaborazione con Calcutta per la pubblicazione di ‘Evergreen’ in cui Giorgio appare come chitarrista e quella con Franco126 ai dischi ‘Stanza Singola’ (2019) e ‘Multisala’ (2021) in cui suona chitarra e basso.
Tra le più recenti ricordiamo, invece, quella con il duo francese Rob & Jack Lahana per il singolo ‘Haute saison’, con la partecipazione di Gordon Tracks (alias Thomas Mars, frontman dei Phoenix), il videoclip del brano vede il debutto alla regia dell’attrice Natalie Portman.
Ma Giorgio non smette comunque di pensare alla propria musica e pubblica nel 2019 il suo secondo album ‘Smog’ che gli regala un fortunato tour in tutta Italia. Nel dicembre del 2021 è la volta di ‘Gommapiuma’ che viene pubblicato da Bomba Dischi in licenza Island Records/Universal Music Italia.
Nel 2023 coproduce il disco ‘Relax’ di Calcutta, pubblica inoltre il brano ‘Chromosomic Avenue’ in collaborazione con León Larregui e apre i suoi concerti a Città del Messico. Sempre nel 2023 si esibisce due volte a Parigi: al Le Trabendo per il Fiore Verde Festival e al Louvre per il Cinéma Paradiso Louvre Festival.
Nel 2024 esce ‘Tic Tac’ in collaborazione con il cantante svizzero Muddy Monk e, sempre nello stesso anno, si imbarca in un tour asiatico, esibendosi presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, l’Università Nankai di Tianjin e l’Y Theatre di Hong Kong.
Il 2 maggio del 2025 pubblica ‘Schegge’, interamente scritto, suonato e prodotto da Giorgio tra dicembre 2022 e ottobre 2024 – e registrato a Roma, la città dove è tornato a vivere dopo diciassette anni di assenza – album che nasce sotto l’amichevole supervisione di Laurent Brancowitz dei Phoenix, protagonisti della scena alternative dance francese, di cui Giorgio nel 2018 aprì i concerti negli USA.


‘Schegge’ è un album che spazia tra musica strumentale, riferimenti all’ambient, classica e colonne sonore. Basterebbe ascoltare ‘Non c’è vita sopra i 3000 kelvin’ per comprendere la potenza musicale del disco, emblema del connubio tra tradizione italiana e influenze internazionali che rappresenta da sempre la cifra stilistica di Giorgio Poi.
Pubblicato il 2 maggio 2025 con doppia etichetta Bomba Dischi e Sony Music, l’album Schegge di Giorgio Poi si incastra perfettamente in questa dualità come un disco che non cerca di riconciliare le contraddizioni ma di abitarle.
È un’opera che rivendica il diritto alla frammentazione in un mondo che chiede coerenza, che trova nella vulnerabilità una forma di forza, che trasforma l’incertezza in materia poetica.
Giorgio Poi non offre risposte facili o consolazioni immediate ma costruisce uno spazio dove le domande difficili possono essere poste senza la pressione di doverle risolvere. E i pensieri frammentati, con il loro ritmo in levare, sono proprio i protagonisti di ‘Giochi di gambe’, la traccia d’apertura del disco, che recita:
“Giro con il dito sullo scotch
Giochi di gambe nella box
Cerchiamo il mare nelle conchiglie
Vorrei saperti parlare in tutte le lingue”
Il brano manifesto del disco ‘In questa grande esplosione siamo le schegge’, racchiude in sé il senso del suo intero processo creativo, dove emerge chiara la necessità di preservarsi e la ricerca di equilibrio, mentre l’eco del passato si mescola a un presente in continuo mutamento:
<< Cronologicamente è l’ultimo pezzo che ho scritto per questo disco – racconta Giorgio – e forse per questo mi è sembrato giusto averlo come brano di apertura, perché ho pensato che raccogliesse, seppur confusamente, le sensanzioni e i pensieri dell’intero arco temporale in cui ho lavorato a queste canzoni >>
Ambientazioni leggere ma cariche di tensione sono invece le protagoniste del secondo brano del disco: ‘Nelle tue piscine’. Voci sintetiche, battiti di mani e una melodia internazionale che gioca sul contrasto tra sicurezza (le “piscine”) e ignoto del mare aperto con immagini alquanto forti, come: “Si può morire senza morire e vivere senza vivere”.
Giorgio Poi è un artista che fa musica “emotivamente impegnata”, rivelando una forma di onestà intellettuale rara nel panorama musicale contemporaneo, sempre più dominato dalla spettacolarizzazione dell’intimità. Ed è per questo che Giorgio sceglie una strada diversa: quella dell’espressione autentica che non si preoccupa di essere compresa da tutti ma che cerca la risonanza profonda con chi è disposto ad ascoltare.
Un approccio che richiede coraggio, il coraggio di rimanere nell’incertezza, di non spiegare tutto, di lasciare che l’arte parli prima dell’artista.
Questo succede nel pop-minimalismo del pezzo ‘Les jeux sont faits’, nella “malinconica leggerezza” di ‘Tutta la terra finisce in mare’, un brano che affonda nell’idea della fragilità e della trasformazione, nell’armonia discendente di ‘Un aggettivo, un verbo, una parola’ e nel finale aperto di ‘Delle barche e i transatlantici’.
Così il viaggio continua sempre e la vita, necessariamente, esploderà ancora tra metafore di navigazione, ricerca di un altrove, riferimenti a “biscotti della fortuna” e “un’altra America”:
“Leccarsi un dito per raccogliere l’ultima briciola
Sentire il vento che cambia, per cambiare pagina
Stammi vicino, non fermarti a pensare se mi vuoi bene
Volersi bene, del resto, è questione di pratica”.
Perché Giorgio racconta storie, canta di ciò che a tutti è un po’ “familiare”, lo fa a modo suo. E nel farlo ci ricorda che cantare è una mossa politica.
Aggiornamento per la versione web:
A sorpresa, il 19 dicembre 2025 esce Schegge Reworks, il nuovo EP di Giorgio Poi per Bomba Dischi / Sony Music, che presenta remix e rework di quattro brani tratti dal suo ultimo album Schegge. Per la prima volta nella sua carriera, il cantautore ha affidato i suoi brani a quattro producer – gli italiani Faccianuvola e okgiorgio, e gli stranieri Contrecouer e Muddy Monk – permettendo loro di reinterpretare le canzoni secondo la propria sensibilità.
Oltre a questo progetto, Giorgio Poi ha prodotto, suonato e registrato Lunedì, il nuovo album di Giorgio Quarzo Guarascio in arte Tutti Fenomeni, uscito il 23 gennaio per 42 Records / Epic Records Italy. Anticipato dai singoli Piazzale degli Eroi, La ragazza di Vittorio e Vanagloria, il disco segna il ritorno dell’artista romano dopo due album diventati cult della scena indipendente e dopo il debutto come attore al fianco di Pietro Castellitto nel film Enea.
Nel 2026, Giorgio Poi tornerà in tour in primavera nei principali club italiani e a Parigi (La Cigale), con un set completamente rinnovato che includerà i brani più amati del suo repertorio, anche quelli non eseguiti dal vivo da tempo. Sul palco, come sempre, i musicisti Matteo Domenichelli (basso), Francesco Aprili (batteria) e Benjamin Ventura (tastiere).
Tracce di Schegge Reworks:
Giochi di gambe – Faccianuvola rework
Les jeux sont faits – Contrecouer remix
Tutta la terra finisce in mare – Muddy Monk rework
Nelle tue piscine – okgiorgio rework







