Art

Mitremanolemani: il tratto fragile che diventa espressione emotiva

L’illustrazione di Giovanni Riavez alla ricerca di una libertà espressiva che metta in risalto la connessione tra spazio interiore e società contemporanea

In un momento di forte difficoltà personale e universitaria può nascere un progetto artistico capace di far ritrovare stimoli creativi: è il caso di Giovanni Riavez, in arte Mitremanolemani, che fonda il suo progetto di illustrazioni nel 2022 come risposta istintiva a un periodo complesso.

<< Il nome ha un significato intimo e profondo: sono sempre stato una persona timida e introversa, poco incline a espormi. Ricordo che mi tremavano le mani durante le prime presentazioni universitarie. Percepivo ansia all’idea di parlare in pubblico e avevo difficoltà a mostrarmi, anche sui social >>

Mitremanolemani diventa quindi una dichiarazione, un’esposizione consapevole delle fragilità: il tratto tremolante, irregolare, e volutamente imperfetto delle sue illustrazioni è una traduzione visiva diretta di questo stato emotivo, un segno distintivo che risulta più che coerente con lo pseudonimo.

Nato nel capoluogo friulano, il disegno lo accompagna fin dalla tenera età e a proposito Giovanni racconta come i suoi primi sguardi curiosi fossero rivolti alle bandiere delle varie nazioni, per poi farsi incantare dalla comunicazione visiva delle copertine degli album musicali e infine interessarsi all’arte del Novecento, in particolare alla pittura. Ma è dopo le scuole superiori che inizia a prendere sul serio questo suo lato creativo e decide così di trasferirsi a Milano per studiare design al Politecnico, , mentre oggi – parallelamente alla sua attività – lavora come graphic e visual designer in un’agenzia di comunicazione a Trieste.

<< Durante il percorso universitario e professionale mi sono spesso trovato a lavorare su progetti in cui la libertà espressiva era necessariamente limitata, ed anche se ho sempre avuto l’esigenza di creare uno spazio libero, personale, non vincolato da clienti esterni, è stato questo motivo in particolare a far nascere in me il desiderio di dar vita a un progetto che potesse essere mio al cento per cento >> 

A livello illustrativo, negli ultimi anni Mitremanolemani si è allontanato dalle fonti più canoniche e riconosciute del Novecento per concentrarsi su personalità e illustratori meno noti: infatti crede fortemente che siano proprio gli artisti minori a custodire intuizioni visive e progettuali estremamente potenti, spesso più autentiche. Si dice molto ispirato dal mondo visivo giapponese, a illustratori come Ushiki Masanori e Ochiai Shohei, e alla cultura nerd in senso ampio: videogiochi, anime, manga.

Le illustrazioni possono raccontare molto di chi le crea, e Giovanni le reputa come il frutto di un’analisi dei propri stati interiori che si specchiano nella società contemporanea. Sostiene che in una realtà veloce e iperconnessa come quella odierna spesso si finisca per perdere il contatto con sé stessi, e attraverso immagini e brevi testi, il progetto cerca di rappresentare graficamente ciò che ci accomuna come esseri umani, stimolando una riflessione emotiva. 

<< Il manifesto di Mitremanolemani nasce proprio da una constatazione semplice ma urgente: si parla troppo poco di emozioni. Nato sui social come progetto digitale, oggi è un progetto condiviso e sviluppato in uno studio a Trieste che guarda al futuro con l’obiettivo di espandersi nel mondo attraverso mostre, workshop, collaborazioni con brand e la produzione di stampe, opere e oggetti. Un ulteriore passo sarà la realizzazione del sito ufficiale, pensato come archivio, manifesto e spazio di vendita >>

Nel corso del tempo l’artista ha anche realizzato tre esposizioni fisiche a Milano – tra cui due al Tempio del Futuro Perduto, una durante la Design Week 2024, e una presso Artefact – ma, come ribadisce, il suo obiettivo a medio-lungo termine è trasferirsi all’estero per proseguire il suo percorso professionale e artistico in un contesto internazionale.

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Elena Tassoni nasce a Modena nel 2004. Le forme di linguaggio verbale e non verbale la hanno sempre affascinata. Ad oggi, Elena prosegue gli studi delle lingue straniere in ambito universitario e coltiva la sua passione per la fotografia, in entrambi i casi conoscendo sempre meglio le opportunità che la circondano. In più, la passione per la scrittura la ha portata a dedicarsi al mondo giornalistico tra la realtà di un giornale quotidiano e quella di Not Yet Magazine. In questi due universi complementari tra loro, la ricerca delle parole più adatte si fa sempre più interessante.

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