Emma Mollo e i suoi Rat Kidz dallo stile giapponese
L’illustrazione tra estetica punk e disordine nei disegni dell’illustratrice piemontese che ha trovato nella città di Tokyo ispirazione e stabilità
C’è chi disegna per ammaliare il mondo e chi disegna lo fa per “respirare”, come fosse un gesto necessario e spontaneo del proprio corpo, coltivando una passione costante.
Emma Mollo, classe 2001, appartiene alla seconda categoria. Nata e cresciuta ad Alba ma cittadina del mondo, si trasferisce in Australia a diciassette anni e dopo il liceo si sposta a Londra, città nella quale vivrà per cinque anni.
Studia moda e Creative Direction, presta inoltre il suo volto come modella, ma nonostante tutto si rende conto che quel settore caratterizzato da abiti, passerelle e cura dell’immagine le sta stretto.

La vera svolta arriva a Tokyo, una città che diventa una forza motrice per Emma.
In questa metropoli costantemente sottoposta all’avanguardia e all’innovazione, l’illustratrice trova il suo spazio nel caos, trasformando il disegno da hobby a professione.
“Molte certezze sono crollate e, quasi in modo passivo, mi sono focalizzata su questo. Tokyo per me è benzina. È la prima città da cui non sento il bisogno di scappare, anzi. Ora vivo qui da un anno, studio giapponese e lavoro come illustratrice” racconta Emma.
L’illustratrice si serve dei suoi personaggi per parlare di sé: ciascuno di essi rappresenta una sfaccettatura dell’autrice, una sua emozione, un fatto che le è accaduto. Disegnare le permette di dare sfogo alle sue idee, di tagliare via alcuni elementi o di lasciare loro uno spazio.
Il suo mondo artistico è popolato da Rat Girls e Rat Boys, dei personaggi trasandati con corpi costellati da lividi, sguardi furbi e un’aria mischievous.
Sono dei personaggi segnati dal passato, dalle storie, che però continuano a muoversi nella città e che appartengono indissolubilmente alla strada, creando un universo di condivisione e di amore ricambiato in questo background “sporco” e autentico.


Come lei stessa spiega:
“I “bambini” che disegno sono incazzati, arrabbiati, tristi, pieni di amarezza, eccesso e violenza. Si possono dire “corrotti” dalle città in cui vivono. Questo non viene però concepito come una perdita: è semplicemente il modo in cui sono cresciuti.”
Il risultato dei suoi lavori è un’umanità quasi succube del mondo esterno, ma non vinta. Non c’è un messaggio finale, Emma lascia che sia lo spettatore a decidere il modo in cui farsi incantare dai suoi disegni.


Il suo stile si ispira alla cultura giapponese degli anime e dei manga, si lascia guidare da capolavori come Samurai Champloo e Tekkonkinkreet, insieme alla sensibilità di Msamune Shirow e Ai Yazawa.
Il disegno è per lei un punto fisso, l’unica passione che non l’ha mai stancata. Tra i suoi progetti futuri c’è quello di far crescere la sua arte verso tutte le direzioni possibili: sta lavorando a un nuovo progetto editoriale volto alla creazione del suo primo manga; è pronta ad apprendere l’arte del tatuaggio così da poter trasferire i suoi disegni dalla carta alla pelle; infine è intenta ad organizzare la sua prima solo exhbition, una mostra che possa portare i suoi disegni in una galleria.
Emma non disegna per spiegare qualcosa, né per trovare un’identità perenne, ma lo fa per modellare sé stessa sotto molteplici sfaccettature, tra il caos e l’inchiostro.


‘‘ I “bambini” che disegno sono incazzati, arrabbiati, tristi, pieni di amarezza, eccesso e violenza. Si possono dire “corrotti” dalle città in cui vivono. Questo non viene però concepito come una perdita: è semplicemente il modo in cui sono cresciuti. ”
– Emma Mollo







