La connessione nel ritratto attraverso il 35mm di Tony Mukhin

Da Kiev a Los Angeles, una fotografia densa in cui ogni elemento ha peso, intenzione e presenza

Per Tony Mukhin, l’ingresso nel mondo della fotografia non è stata una scelta, ma una traiettoria inevitabile. Nato a Kiev in una famiglia di pittori, è cresciuto tra tele, odore di vernice e conversazioni sull’arte fatte a tavola.

Ispirato da questa atmosfera creativa, fin da ragazzo vede la macchina fotografica non come un semplice oggetto, ma come la naturale estensione del suo sguardo. Oggi, a trent’anni, vive a Los Angeles e continua a trasformare ogni attimo quotidiano in racconto. 

Il suo lavoro nasce da una fusione unica di culture e tecniche diverse. Tony stesso lo definisce “un’intuizione dell’Europa dell’Est filtrata da un sogno californiano”.

Kyiv rappresenta per lui casa, trasmettendogli profondità e tensione emotiva, mentre Los Angeles regala spazio e prospettiva: il palcoscenico ideale per rendere le immagini naturali, vive e potenti.

Lo strumento prediletto dall’artista è la pellicola 35mm, scelta per la sua grana tangibile e per la resa cromatica che sembra custodire ricordi. Le sue immagini non sono mai sovraccariche, ma dense. Ogni elemento ha peso, intenzione e presenza.

Al centro degli scatti ci sono le persone. Davanti alla sua macchina fotografica si alternano artisti, musicisti, modelli, visi noti o sconosciuti. In ogni immagine, l’obiettivo è lo stesso: superare la facciata esteriore e catturare una connessione autentica tra il soggetto e l’inquadratura.

Le sue ispirazioni vanno ben oltre la fotografia. Musica, cinema, arte e cultura alimentano il suo sguardo. È attratto da artisti che prediligono l’istinto alla perfezione formale: da produttori come Rick Rubin e Andy Warhol, a registi come Martin Scorsese e Quentin Tarantino. Allo stesso modo, guarda a personalità che incarnano un’onestà cruda e potente: Vivian Maier, Helmut Newton, Van Gogh, così quanto figure musicali come Ray Charles, Kurt Cobain e Tupac. 

Guardando al futuro, il suo obiettivo è continuare ad esplorare l’incontro tra moda, editoriale e ritratto. Non segue le tendenze, né il rumore visivo: la sua ambizione è quella di realizzare immagini riconoscibili che resistano al tempo. È aperto ed entusiasta di collaborare con brand e artisti che privilegiano l’emozione alla perfezione, il carattere alla superficie levigata, e che non temono la forza della tensione visiva.

La fotografia è soprattutto connessione silenziosa, diretta, umana

About Author /

Alice Ferrari nasce a Modena nel 2005. Attualmente frequenta il corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bologna. Fin da bambina è affascinata dal mondo dell’arte: amava inventare spettacoli in cui si esibiva come attrice, e scrivere canzoni o racconti dando voce alla sua creatività e alle sue esperienze. Oggi trova nella scrittura una valvola di sfogo, un modo per esprimersi e comunicare con sincerità e consapevolezza. Grazie a Not Yet Magazine ha l’opportunità di coltivare questa passione e di entrare in dialogo con le storie di giovani artisti.

Start typing and press Enter to search