Not Yet issue #11: out now

È nell’equilibrio sottile tra luce e ombra che prendono forma la nostra identità e le idee.

L’issue #11 di Not Yet pone l’attenzione su questi elementi opposti ma complementari: la luce, che rivela, definisce, rende leggibile la realtà e l’ombra, che invece, trattiene, sfuma, lascia spazio a ciò che non si offre subito allo sguardo.

È in questo contrasto che si costruisce la nostra esperienza: non tutto è fatto per essere esposto, non tutto chiede di essere chiarito.

Esistono parti che restano in sospensione, territori del non svelamento dove il significato si forma gradualmente e dove il pensiero è libero all’interpretazione.

Anche l’arte vive di questa tensione, scegliendo a volte di non mostrare tutto, ma di suggerire, lasciando che sia chi ne fruisce a completare il senso.

Cover issue #11: Clara Pescrilli fotografata da Nausicaa Albanese per Not Yet Magazine.

Così accade nelle opere di Vadym Lipskykh, dove la pittura diventa luogo di scoperta e di ricerca continua, aperto al cambiamento, e le immagini si tramutano in spazi aperti, capaci di accogliere interpretazioni sfaccettate e personali.

Nelle tele di Pummart il senso di quanto raffigurato affiora solo a lavoro concluso: il termine della fase produttiva coincide infatti con il disvelamento di ciò che lei o lo spettatore trovano rappresentato, e di cosa per il singolo l’opera susciti più intimamente.

Anche la musica di Alaska Vane, piuttosto che offrire risposte, abita comodamente le domande più esistenziali. Nelle sue canzoni la grazia convive con il pericolo, il sacro si annida nei luoghi imperfetti, e la bellezza emerge nella più evidente fragilità.

Qui i contrasti coesistono per dare un significato più esaustivo della veridicità della vita, che si dipana attingendo dagli stessi opposti.

I lavori della regista Alice Fassi si sviluppano anch’essi nella sintesi tra elementi contrastanti: ad essere risaltate sono le sfumature, le idee ambigue e le associazioni casuali che danno vita a un mashup di generi, difficili da definire in modo semplice e lineare.

Vi è chi gioca con le tecniche pittoriche per esplicitare la tensione emotiva tra opposti, come Katie McGowan, attraverso lo Wavism, comunica ciò che non ha bisogno di essere espresso, ma che senz’altro si può sentire.

La ricerca costante di identità e verità emotiva, che catturino il delicato equilibrio tra corpo e sentimento, forza e fragilità, bellezza e dolore torna nella fotografia di moda di Ekaterina Shevtcova fatta di immagini vive, irrisolte e umane e di un linguaggio visivo che parla di una realtà vulnerabile, contraddittoria e aperta al cambiamento. 


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About Author /

Carlotta Barbari nasce a Modena nel febbraio 1996. Si laurea, nel 2018, in Lettere Moderne presso l'Università di Bologna e nel 2021 consegue la laurea magistrale in Italianistica. Ha una profonda passione per la letteratura, associata ad un’interesse per la psicanalisi e per le scienze linguistiche. In lei convive un’inclinazione personale e professionale volta alla ricerca di un contatto con le diversità culturali: prosegue dunque gli studi nell’ambito della glottodidattica e dell’insegnamento linguistico rivolto agli stranieri.

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