Can you walk a mile in his heels?
L’editoriale volto a liberare il corpo: oltrepassare gli stereotipi maschili e femminili attraverso l’abito
In questo editoriale realizzato per Not Yet Magazine dal fotografo Filippo Florindo e dallo stylist Tommaso Cappi nella sale antiche della storica Villa Cesi di Nonantola, l’obiettivo è raccontare la rottura degli stereotipi di genere, che da sempre definiscono le scelte espressive dell’individuo.


Abbandonando certi vincoli e indossando contemporaneamente abiti che rispecchiano sia il vestiario tradizionale maschile che quello femminile, il soggetto dello shooting – Ludovico Fontanesi, modello emergente della Next Management di Milano che da poco ha rivestito i panni del protagonista nell’ultima campagna Bulgari ‘A Timeless Gesture’ – oltrepassa i preconcetti di una borghesia che appare quasi immutabile.


A rappresentare gli ideali borghesi è prima di tutto la location: dimora della nobile famiglia Cesi dal 1700 all’inizio del 1800, la Villa, con le sua colonne classicheggianti e gli affreschi appesi alle pareti delle sale, fa da sfondo ad una storia che parla di espressione della libertà individuale attraverso il corpo e l’abbigliamento.
Grazie agli scatti del fotografo uniti allo styling che mescola l’estetica femminile e quella maschile, il nostro personaggio si aggira per gli ampi spazi della Villa, attraversando il tempo cristallizzato della borghesia.


Gli stereotipi, in quanto meccanismi che ci vengono imposti sin dalle prime esperienze della nostra esistenza riguardo a una serie di generalizzazioni sulla mascolinità e la femminilità, risultano difficili da oltrepassare.
Nonostante ciò il superamento delle convenzioni di genere è una necessità che si fa sempre più impellente poiché la volontà di affermarsi in quanto individui, ciascuno con le caratteristiche che più rappresentano la propria personalità e la propria anima, è qualcosa che va oltre alle mere imposizioni della società tradizionale.


Con il corpo e con l’abbigliamento si trasmette sempre un messaggio, più o meno consapevolmente, ed è proprio su questo principio che giocano i brand di moda, cercando di rispondere alle tendenze e alle istanze della società del momento.
Non è un caso che, negli ultimi anni, la moda genderless abbia iniziato a farsi spazio sulle passerelle delle diverse fashion week aprendo la strada ad una visione più ampia e ad un’interpretazione ben lontana dal confine tra maschile e femminile. Infatti, se può permanere l’utilizzo dei termini “maschile” e “femminile” nella descrizione di un’estetica, di un capo, o di una collezione, ciò non significa che l’utilizzo effettivo di una certa tipologia di abbigliamento debba necessariamente essere destinato ad un pubblico di sole donne o di soli uomini.


Se la moda e lo stile personale sono un modo per esprimere la nostra personalità attraverso il corpo, allora è necessario che la libertà di indossare ciò che più ci rappresenta superi anche quegli stereotipi che sono talmente radicati nella società da essere messi in atto senza nemmeno accorgersene.
Con una gonna, delle scarpe con il tacco, una giacca e una cravatta, il protagonista del nostro racconto vuole sottolineare proprio questo: l’importanza di liberare il proprio corpo da ogni convenzione obsoleta, a prescindere dal contesto in cui ci troviamo.


Editorial: Not Yet Magazine
Editors: Max Brtl & Pit Brtl
Photographer: Filippo Florindo
Stylist: Tommaso Cappi
Model: Ludovico Fontanesi (Next Management Milano)
Location: Villa Cesi







