Francamente: la postura artistica che si fa voce

Dagli studi in filosofia politica a una musica che parli a tutti – tra il busking berlinese e i grandi palchi italiani – per riflettere sui temi introspettivi dell’oggi

C’è un’idea di musica che non nasce per competere ma per creare spazio.

Spazio di relazione, di confronto, di possibilità. È da questa tensione che prende forma il progetto di Francamente, nome d’arte di Francesca Siano.

Nato a Torino e cresciuto tra Berlino e Milano, il progetto si muove tra ricerca sonora, libertà espressiva e attivismo.

Nelle sue canzoni la scrittura intima incontra produzioni elettroniche essenziali, mettendo al centro identità, relazioni e una visione della musica più orizzontale e condivisa. 

Il nome Francamente nasce da un gioco di parole che custodisce più significati. Da un lato l’avverbio: dire le cose come stanno, con franchezza. Dall’altro la possibilità di leggerlo separatamente come Franca mente, dove Franca – il soprannome con cui le persone più vicine chiamano l’artista – diventa soggetto. E allora il senso si ribalta: Franca sta mentendo.

In questa ambiguità vive una tensione che affascina l’artista e che racconta molto del suo sguardo sul mondo visto come uno spazio pieno di sfumature, contraddizioni e significati. 

Gli studi in filosofia politica hanno un ruolo centrale nel suo percorso. Non solo nel modo in cui pensa la musica e la scrittura, ma anche nella costruzione di uno sguardo critico sul presente. Una formazione che per lei non è mai stata un semplice ornamento accademico, ma uno strumento per interrogare il mondo e comprenderne le dinamiche di potere e i loro riflessi nella cultura. 

Il 2020 segna il debutto sulle piattaforme dei primi due singoli, ‘Contaminazione’ e ‘Bombe in colombe’, scritti e registrati a Torino. L’anno successivo entra a far parte di Canta Fino a Dieci, collettivo transfemminista che lavora per ridurre il gender gap nell’industria musicale. L’obiettivo è promuovere un linguaggio più inclusivo e costruire una rete di supporto per artiste emergenti – e non solo – che vogliono fare musica in un settore che presenta ancora molte barriere. 

Gli anni vissuti a Berlino segnano una fase di intensa ricerca artistica, anche grazie alla collaborazione con il produttore e amico Tomer Levy. In parallelo c’è l’esperienza della musica di strada. Il busking diventa un modo per occupare fisicamente lo spazio pubblico – spesso negato a chi è donna – e una palestra fondamentale per rivendicare l’arte come mestiere accessibile a tutti. In questo periodo la frequentazione di club e rave porta il progetto a contaminarsi con l’elettronica, la techno e la cold wave, tra suggestioni anni ’80 e contemporaneità. 

Dopo quattro anni passati nella capitale tedesca, Francamente si trasferisce a Milano. Qui avvia la collaborazione con BASTA MUSICA e Costello’s Records e partecipa a X Factor Italia. Proprio sul palco del programma presenta due inediti: ‘Paracadute’, un brano che parla di incontro e trasformazione, e ‘Fucine’ che riflette sulle distanze – fisiche, personali e culturali – e su come queste possano mettere alla prova i legami.

Dopo il talent continua a lavorare a nuova musica assieme al produttore Goedi e torna al pubblico con i singoli ‘Zagara’ e ‘Telephone tango’, che aprono la collaborazione con la storica etichetta discografica indipendente Carosello Records. Il primo, come già il nome del fiore siciliano anticipa nel titolo, ha come sfondo una Palermo in cui si consuma una storia d’amore tesa tra sensualità e devozione. Il secondo, ha invece come ambientazione principale la città di Berlino, che diventa il simbolo della formazione artistica personale e dell’evoluzione costante dell’identità. 

Il percorso prosegue con la pubblicazione del singolo ‘La casa dei miei nonni’. Un brano intimo e autobiografico, che racconta la complessità dei legami tra generazioni e riflette su come, a volte, la distanza possa diventare un modo per custodire e valorizzare gli affetti. Pur partendo dalle stesse radici, si può crescere preservando le differenze ed è proprio seguendo questa logica che i rapporti trovano nuova ricchezza. 

In questo senso il brano sembra racchiudere molte delle tensioni che attraversano il progetto Francamente: il rapporto con le origini, il bisogno di muoversi e cambiare prospettiva, la ricerca di nuovi modi per raccontarsi. Da qui il percorso continua ad aprirsi verso nuove direzioni, con l’idea di vivere la musica come uno spazio di crescita ed esplorazione continua, mai come un punto di arrivo. “La musica – dice l’artista – è sempre stata per me una sorta di postura: non riesco a definirla passione, è il modo che utilizzo per connettermi con il mondo e le persone”. 

Connessione che ritorna nel singolo ‘Sirene sulla Luna’, nato dal connubio tra un’esperienza diretta e profonda vissuta dalla cantautrice al festival la Luna e i Calanchi di Aliano e da una filastrocca, poi arricchita e ampliata per evocare una festa d’estate, tra corpi inebriati di leggerezza che danzano e un cielo denso del respiro degli altri.

Sulle note di questi pezzi, il 17 aprile è stato pubblicato l’album d’esordio ‘Bitte Laben’ in cui le difficoltà dell’esistenza convivranno con la spinta inarrestabile della vita e la necessità di guardarla con coraggio negli occhi.

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Alice Ferrari nasce a Modena nel 2005. Attualmente frequenta il corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bologna. Fin da bambina è affascinata dal mondo dell’arte: amava inventare spettacoli in cui si esibiva come attrice, e scrivere canzoni o racconti dando voce alla sua creatività e alle sue esperienze. Oggi trova nella scrittura una valvola di sfogo, un modo per esprimersi e comunicare con sincerità e consapevolezza. Grazie a Not Yet Magazine ha l’opportunità di coltivare questa passione e di entrare in dialogo con le storie di giovani artisti.

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